‘Pain & Gain Muscoli e Denaro’ ironia, steroidi e rapimento con Wahlberg+Johnson

‘Pain & Gain Muscoli e Denaro’ ironia, steroidi e rapimento con Wahlberg+Johnson

E così facendo, alla fine del processo, la giuria dichiara Vince McMahon non colpevole. Si può dire che Vince sia non colpevole del reato imputatogli perché non si ha la prova certa che abbia dato l’ordine di commetterlo. In un certo senso, in maniera perfettamente eguale alla “innocenza” di Mussolini nel ruolo avuto nell’omicidio di Giacomo Matteotti. Nell’episodio di Dark Side Of The Ring dedicato al tema, il fido avvocato di McMahon, Jerry McDevitt, parla di come, alla dichiarazione di non colpevolezza, Vince sia esploso in urla di gioia e celebrazioni, abbracciando contento il proprio avvocato sotto gli applausi scroscianti della giuria popolare.

  • Nel mondo del culturismo e del traffico di steroidi i protagonisti,
    interpretati da Mark Wahlberg e Dwayne Johnson, si troveranno coinvolti in
    un affare di estorsione e rapimento che non andrà per il verso giusto.
  • Brian Johnson è diventato famoso sui social media per aver mangiato fegato crudo, con l’aumentare della sua celebrità ha ripetutamente respinto le affermazioni secondo cui stava usando steroidi, ma da allora è stato dimostrato che mentiva.
  • A questo Derek ha aggiunto che Johnson era una “meraviglia genetica” anche quando  aveva vent’anni.
  • L’aspetto fisico diventa così la via da percorrere per raggiungere il successo.
  • Nell’attesa, qui trovate un nostro approfondimento sulla carriera di Dwayne Johnson.
  • Il regista di Los Angeles spreca molte delle intuizioni e concessioni al noir più fetido e putrido che una trama del genere regala al film, ma riesce tuttavia a non cancellare del tutto almeno due interessanti peculiarità dei personaggi coinvolti.

Un successo travolgente, (chiar)oscurato però da ombre, ambiguità e accuse (anche penali) che hanno portato McMahon a scontrarsi con la giustizia, i propri competitor, gli atleti e addirittura il Wwf. Un film che in fondo fa sue le parole del protagonista e per una volta tenta di essere come gli altri piuttosto che meglio di loro. Non è la prima volta che McMahon viene coinvolto in accuse di questo tipo. Ma oggi la sensibilità pubblica su questi temi è sicuramente aumentata e la Wwe non ha potuto fare altro che avviare un’indagine interna e annunciare che per ora il potere passerà nelle mani della figlia di Vince, Stephanie, e di suo marito Paul Levesque (noto col suo nome di ring Triple H).

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“Non sei nessuno se non sei bello e muscoloso”, diventa il motto del protagonista Daniel Lugo, un personal trainer dalle ambizioni sfrenate. Infatti non gli basta avere successo nel proprio lavoro ma vuole avere di più, vuole essere un vincente in tutti i sensi e questo coinvolge anche il denaro, da sempre il motore di ogni storia di rivalsa e, come spesso succede, fallimento. La ricerca della bellezza, tra steroidi e lampade abbronzanti, gli permette così di entrare nelle grazie di Victor Kershaw, colombiano che ha fatto i soldi grazie alla ristorazione e che nasconde un patrimonio all’estero, che diventa così la sua nemesi, il nemico anti-americano, brutto e poco muscoloso che però ha successo grazie al denaro. Ma le cose non vanno mai come sperato e il suo sogno americano si infrangerà sui pericoli che il denaro porta con se, la droga e il sangue.

Bret potrebbe lasciare la federazione da campione, e Vince ha il terrore che il suo campione massimo potrebbe apparire nei programmi televisivi dell’odiato Turner con il WWF Championship in mano e buttarlo nel cassonetto dell’immondizia. E così, insieme ai suoi consiglieri più fidati, viene ordito lo Screwjob di Montreal, il più importante, controverso e discusso evento del mondo del wrestling da venticinque anni a questa parte. E che si rivelerà essere sia il picco che la genesi del Vince McMahon persona e personaggio.

Un gruppo di protagonisti eterogeneo ma più che adatto alle loro parti da Mark Wahlberg al wrestler Dwayne “The Rock” Johnson fino a Tony Shalhoub (il detective Monk della televisione) ed Ed Harris. Eppure nonostante i grandi nomi che partecipano al film, “Pain & Gain – Muscoli e denaro” non è il solito film di Michael Bay, l’azione latita (e ciò non è affatto un male, anzi) e l’attenzione è puntata maggiormente sui personaggi e sulle loro ambizioni, sottolineate proprio dalla narrazione in prima persona. Questa pacata rilassatezza di buona parte della pellciola non mette però in secondo piano lo stile patinato e pubblicitario di Bay. La messinscena è barocca e sottolinea al meglio un mondo illusorio dove tutti vivono ossessionati dalla bellezza fisica e dal proprio corpo.

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Pain and Gain è tratto da una storia vera dove i protagonisti sono i due attori in foto (tra l’altro tratta dal nuovo poster) , amanti della palestra e dei steroidi si ritroveranno in una serie di crimini che porteranno la situazione a sfuggirgli dalle mani, insomma un vero crescendo di adrenalina in pieno stile Bay. Una visione per molti versi simile a quella che in Italia ispirò Silvio Berlusconi a creare Mediaset, portando a livello nazionale https://sportvitafitness.net/ le televisioni private regionali. E così mentre in Italia Berlusconi strappava Mike Bongiorno alla Rai, negli Stati Uniti McMahon rubava ai suoi concorrenti i wrestler più famosi. Primo tra tutti Hulk Hogan, lottatore carismatico che nel corso degli anni Ottanta diventerà la prima vera icona pop del wrestling, interpretando il personaggio del patriota che combatte per l’America contro i “cattivi” stranieri (dall’iracheno al giapponese).

  • Il motivo è un’inchiesta del Wall Street Journal che ha scoperto come McMahon sia arrivato a pagare più di 12 milioni di dollari per coprire i suoi rapporti sessuali con alcune sue ex dipendenti.
  • Premesso che il mio amico non è un sofistificato critico e che ha dato 6 alla casa e 8 a pacific rim mi ha colpito il voto 3.
  • Secondo Hogan, Vince non gli ha mai detto esplicitamente di prendere steroidi.

Con una carriera iniziata nel mondo dei videoclip degli anni Novanta la sua estetica ne è stata profondamente segnata diventando sempre più patinata, dai colori forti e con un abuso ossessivo di slow-motion. Bay è spesso stato criticato per il suo fare tirannico sul set come pure per la sua capacità registica che si basa principalmente sul fare esplodere qualsiasi cosa si trovi nel quadro. Ispirata alla storia vera della “Sun Gym Gang” di Miami, il film diventa una metafora della ricerca sfrenata del sogno americano, un illusione che spinge ogni giorno milioni di persone a cercare il successo e il denaro.

Scontri che hanno visto il fondatore della la World Wrestling Entertainment (Wwe) forse non sempre vincere, ma sempre cadere in piedi. A metà giugno Vince (come lo chiamano i suoi atleti) è stato costretto ad autosospendersi dal ruolo di amministratore delegato della sua federazione. Nel corso degli anni McMahon ha portato alla ribalta personaggi entrati nell’immaginario collettivo come Hulk Hogan The Rock (diventato poi attore con il suo vero nome Dwayne Johnson) e John Cena.

Tutto questo successo, forse, convince McMahon di essere intoccabile. Nel 1986 avrebbe, infatti, costretto Rita Chatterton, primo arbitro donna della sua federazione, ad avere rapporti sessuali con lui, facendole violenza. La Chatterton non ha mai potuto denunciare il suo capo, protetto com’era questi sia dalla cultura yuppie di allora, sia dalla sua intoccabilità nell’ambiente, ed è costretta ad abbandonare il mondo del wrestling in seguito all’accaduto.

Pain & Gain – Muscoli e denaro

Per più di venti anni, tra una controversia e l’altra, il CEO della WWE rimane intoccabile, perfettamente al sicuro nella torre d’avorio della sua nicchia plurimiliardaria. Incomincia una partnership con il governo dell’Arabia Saudita, parte del piano del principe Mohammad bin Salman Al Sa’ud, detto anche MBS, per il rilancio culturale del paese agli occhi del mondo. Una partnership controversa, minata agli occhi dell’opinione anche dalla morte del giornalista Jamal Kashoggi, oppositore del governo.

Inoltre, e soprattutto, la figura della vittima, splendidamente (e perfidamente) resa dal bravissimo e spesso sottostimato Tony Shalhoub, trasforma il personaggio dell’indifeso e dell’ostaggio, altrove certamente in grado di catturare simpatie e comprensione nel pubblico, in uno squallido figuro persino peggiore dei suoi stolidi ed imbranati rapitori. Ispirato alle vere gesta di un trio di “soliti idioti”a metà anni ’90,di cui vediamo le foto nei titoli di coda(due sono stati giustiziati),l’ennesima storia di chi vuole avere tutto e finisce per perdere tutto,inseguendo il sogno americano secondo una visione distorta e malata(più o meno,la causa di ogni fattaccio di sangue negli U. Nel 1999 il lottatore Owen Hart, fratello di Bret, si appresta durante uno show a fare un’entrata spettacolare dall’altezza di 24 metri.

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Ovviamente, nella motivazione ufficiale, si parla solo dell’età, dicendo che 77 anni sono troppi per gestire una compagnia attivamente, dopotutto. Decadi di carriera e un regno che sembrava essere destinato a durare sino alla sua morte apparentemente finiti, e tutto questo nel giro di un paio di mesi. È infatti di pochi giorni fa la notizia che, a quanto pare, in contrasto con la motivazione data, Vince McMahon voglia già ritornare al comando della WWE. Insomma, se Vince volesse davvero tornare, potrebbe incontrare una resistenza più violenta del previsto, sia dalla famiglia che dai suoi stessi soci in affari.

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Grazie a Hogan e altri atleti simili, McMahon riesce a rendere il wrestling un fenomeno non solo americano, ma anche internazionale, coinvolgendo personaggi popolari in tutto il mondo come la cantante Cindy Lauper. Dopotutto, lui ha sempre amato combattere, sia sul ring che fuori dal ring. L’ultimo colpo arriva sul finire del 1997, quando si diffonde la notizia che Bret Hart, popolarissimo wrestler canadese, in quel momento campione massimo della WWF, ha accettato di passare dal lato di Ted Turner per un contratto plurimilionario, laddove le casse della federazione di McMahon piangono sempre più lacrime amare.

‘Pain & Gain – Muscoli e Denaro’ ironia, steroidi e rapimento con Wahlberg+Johnson

Ma Vince ha preferito non abbandonare i suoi nuovi amici, che gli garantiscono ben cinquanta milioni di dollari a ogni show che fa lì, esentasse e con spese di viaggio, vitto, alloggio e scenografia a carico del governo saudita. Il regista di Los Angeles spreca molte delle intuizioni e concessioni al noir più fetido e putrido che una trama del genere regala al film, ma riesce tuttavia a non cancellare del tutto almeno due interessanti peculiarità dei personaggi coinvolti. Se non avessero dimostrato che la storia é effettivamente vera, avrei pensato ad una brutta copia di un film tarantiniano, ma, se pur incredibile, il plot é tratto da un caso realmente avvenuto. I colori vivaci e lo stile é il solito di Bay, con i suoi pro ed i suoi contro.